COME SI FA UN’ANALISI SEO?

La matrice SWOT applicata alla SEO, analisi Onsite e link, ecco le basi di un’analisi SEO

Come si fa un'analisi SEO o SEO audit

In ambito SEO, uno dei primi termini che vengono nominati quando si discute di analisi dei competitors è SWOT. Ma che diavolo significa?

S.W.O.T.: strengths, weakness, opportunities, threats.

Ovvero punti di forza, debolezza, opportunità e minacce.

La matrice SWOT è parte integrante del processo SEO e non deve essere trascurata. Prima di iniziare a implementare la nostra strategia SEO e vedere risultati quantificabili, è fondamentale iniziare a lavorare sui nostri concorrenti.

Un’analisi SEO approfondita (detta SEO audit) dei nostri concorrenti, ci porterà nel lungo periodo ad ottenere un importante vantaggio strategico.

Oltre ad analizzare direttamente i siti web dei nostri diretti concorrenti, possiamo chiedere aiuto ai diversi software disponibili in rete che ci permettono di effettuare ulteriori analisi e confronti. Ma approfondirò la questione nel mio prossimo articolo.

Analisi Onsite della concorrenza

Come detto poco sopra, conoscere i punti di forza e di debolezza dei nostri concorrenti ci aiuterà a implementare la migliore strategia possibile per massimizzare i risultati. Anche se i concorrenti hanno una posizione stabile e sono tra gli attori principali della nicchia di mercato interessata, potrebbero avere una strategia SEO povera o con lacune che dovremo essere pronti a colmare con i nostri contenuti.

Le basi

  • Il nostro sito dovrà avere una URL breve, contenente la keyword interessata riferita al contenuto.
  • La velocità di caricamento del sito è tra gli aspetti più importanti, infatti una pagina che completa il caricamento in più di 2 secondi, prima di mostrare i contenuti, verrà penalizzata nei confronti di una concorrenza che offre una esperienza migliore in questi termini.
  • Avere cura della meta description. Rispettare i parametri di lunghezza, e richiamare (possibilmente in posizione iniziale) la parola chiave principale.
  • La meta keyword non viene più considerata tra i parametri utilizzati da Google già da diverso tempo. Se utilizzata, non fate un elenco infinito di keywords senza alcuna attinenza con il contenuto.
  • La nostra reputazione viene rilevata anche attraverso i link provenienti da altri siti (backlink), che rappresentano tutt’ora uno dei fattori chiave nell’ambito del posizionamento.
  • Ottimizzare l’attributo ALT per le immagini, è una pratica utile per migliorare l’esperienza utente sul web e perché richiesto dai motori di ricerca.
  • Anche se spesso viene tralasciato, l’attributo TITLE per le immagini, può migliorare l’esperienza utente sul vostro sito ed andrebbe curato.

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  • Utilizzare il tag H1 per identificare il titolo all’interno di una pagina. Il titolo principale è identificato con questo tag. Salvo eccezioni, non deve essere replicato all’interno della stessa pagina.
  • Compilare il file robots.txt per favorire gli spider, indicando quali contenuti vanno indicizzati e quali no.
  • Fornire il file sitemap.xml aggiornato è un requisito importante. Aiuta i motori di ricerca a capire la struttura del sito e ne favorisce la lettura dei contenuti.

Analisi dei link

  • I link rivolti ad altri contenuti interni al sito, sono utili ma vanno utilizzati con parsimonia. Forniscono le migliori indicazioni ai crawler dei motori di ricerca, creando l’alberatura dei contenuti interni al sito. Sono anche chiamati Inbound link o inlink.
  • I link rivolti a contenuti esterni, come nel caso degli Inbound, vanno utilizzati quando si crea un valore aggiunto al contenuto, ma è utile verificare la qualità della fonte a cui si punta il link in uscita, o Outbound link.

DoFollow e NoFollow?

  • Il link comune (DoFollow), permette agli spider di seguirne i percorsi, che verranno considerati tali al contenuto di provenienza.
  • Il link NoFollow invece, viene utilizzato per chiedere ai motori di ricerca di non seguire un link in uscita e di conseguenza non passare ad esso link-juice.

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